Nel 2026 il mercato motociclistico europeo cresce a doppia cifra. Sembra una notizia che riguarda soprattutto i concessionari, ma interessa da vicino anche te: più moto significa strade preferite più affollate, un mercato dell’usato in fermento e tanti nuovi motociclisti in circolazione. Abbiamo analizzato i dati per capire cosa significano per i tuoi prossimi giri.

Se quest’anno hai avuto l’impressione d'incontrare più moto del solito sulle strade ricche di curve, non era solo una sensazione. I dati sulle immatricolazioni lo confermano: in quasi tutta Europa ci sono di nuovo più moto in circolazione.
Per il primo semestre 2026 l'associazione dei costruttori ACEM conta 636.490 veicoli a due ruote immatricolati nei cinque grandi mercati europei. Nello stesso periodo dell'anno precedente erano 545.127: un aumento del 16,8%. Il confronto, però, va interpretato con cautela: l’introduzione della normativa Euro 5+ aveva alterato i dati sulle immatricolazioni del 2025, rendendo la base di confronto meno rappresentativa. Anche tenendo conto di questo effetto, la crescita rimane evidente.
In Italia l'ANCMA ha registrato 228.181 immatricolazioni nel primo semestre 2026, con un +13,3%. Il dato complessivo racconta però solo metà della storia: la crescita arriva soprattutto dagli scooter, 132.351 unità con un +17,0%. Le moto si fermano a 88.366 unità, +7,9%, meno della metà del ritmo europeo.
Nel segmento moto la differenza è ancora più evidente. Le naked crescono appena del 2,2%, mentre l'adventure segna un aumento del 21,7% con 16.930 unità. Il quadro è chiaro: chi cerca una moto per viaggiare punta sempre più sulle adventure, mentre per gli spostamenti urbani continuano a dominare gli scooter. Ad agosto, però, le immatricolazioni di moto hanno registrato nuovamente un calo, mentre il mercato complessivo ha continuato a crescere.
Le ragioni non sono identiche in ogni Paese, ma un motivo attraversa quasi tutti i mercati: la crescita è trainata soprattutto dalle cilindrate più piccole, dai modelli più accessibili e dai segmenti dedicati a chi si avvicina per la prima volta alle due ruote.
Più moto significa più traffico concentrato sempre negli stessi punti: i passi la domenica a mezzogiorno, i ritrovi più conosciuti, quel tratto di tornanti che compare su ogni guida. E non è solo una questione di fastidio: in diverse regioni alpine le proteste per il rumore e le chiusure stradali sono ormai un tema serio, e le strade più affollate sono spesso le prime a finire sotto osservazione.

Il boom non riguarda solo le moto nuove. Nei Paesi Bassi, ad esempio, nel primo semestre sono passate di mano 82.407 moto usate. Le importazioni hanno raggiunto il record storico di 11.808 veicoli, mentre le esportazioni sono scese al livello più basso dal 2013. Entrano quindi più moto di quante ne escano, il parco circolante si rinnova e chi cerca una moto usata ha più scelta rispetto agli anni precedenti.
Dato che la crescita riguarda soprattutto le cilindrate più piccole, per molti motociclisti si tratta della prima moto. Quando si viaggia in gruppo, quindi, bisogna mettere in conto ritmi diversi, motociclisti che affrontano i tornanti con più calma e qualche pausa in più. Se organizzi un giro per un gruppo con livelli di esperienza diversi, meglio prevedere meno chilometri e più soste rispetto a un’uscita con il solito gruppo.
Con sempre più moto sulle strade, nel 2026 pianificare bene il proprio tour fa ancora più differenza. Le strade più conosciute saranno probabilmente più affollate, ma spesso basta spostarsi di pochi chilometri per trovare un’alternativa migliore. Chi rimane flessibile nella scelta del percorso, dell’orario e del giorno della settimana troverà ancora tante strade ricche di curve e poco trafficate, anche in una stagione motociclistica da record.
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